59938219_10219920451187962_3115530544503324672_o

Ho conosciuto Daniel Mendoza nel 2012. Nel momento storico in cui detestava farsi fotografare e usare i social network. Mi ricordo di avergli aperto il canale twitter … fra lamentele mascherate da accettazione e diffidenza.  Si é preso poi le sue rivincite … come quando mi stava convincendo ad aprire la mia lavatrice rotta con un martello. Ad ogni modo … con gli anni le cose sono poi cambiate. Si é messo piano piano nell’idea. L’ottimo lavoro insieme a Soul Flake per  Street Label Records, gli evidenti cambiamenti del mercato discografico e la vita in generale … lo hanno portato a un approccio più aperto rispetto a certe cose.

Non fraintendetemi. Non voglio che passi il messaggio sbagliato. Daniel Mendoza non é uno che si vende. E non é neanche un old schooler brontolone sempre pronto a criticare la “modernità”. Semplicemente rappresenta una rara tipologia di persona che non si piega alle cose, ma gli va incontro con un pò di sospetto traendone poi beneficio, ma senza snaturarsi. Alla luce di questo, non mi sorprende per niente questo avvicinamento alla indie music.

Daniel Mendoza é il primo (e se non lo é tirate fuori i nomi e i pezzi) ad aver unito lo stile e il concept indie alla metrica del rap.

 

HipHop, non Hip Hop … chi decide cosa può o no appartenere a questa cultura? 
Daniel Mendoza é al 100% un narratore in rima della società moderna. Ha capito che quello che serve all’Hip Hop é poter fare un passo avanti nei confronti del pubblico, per essere digerito anche da chi di solito guarda al rap con diffidenza e pregiudizio.

Non é forse uno degli scopi primari dell’Hip Hop portare messaggi alla gente? Avvicinarsi alle persone? 
Pace, amore e unità credo si possano tranquillamente condividere anche in contesti indie. Se la trap va bene … se vendere feat a novellini per 300 euro va bene e se spillare soldi per tre lezioni di rap é consentito … non vedo il problema nel portare l’indie all’interno dell’Hip Hop.

Daniel Mendoza é, inoltre, uno dei pochi a non essersi mai svenduto. Non gli ho mai visto implorare favori, farsi avvantaggiare, leccare culi. Credo che sia uno dei pochi rispettabili nella scena. Lui l’elemosina non l’ha mai chiesta. Ma al contrario da tanto.  Io sono convinta che se fosse stato un pò più meschino sarebbe al posto di molti arrivati ai piani alti delle classifiche. Ma conoscendolo … a lui nemmeno interessa. Per come lo vedo io … é arrivato alla pace dei sensi liberandosi dalla schiavitù del successo, dai meccanismi, dagli stress.

Fa quello che ama. I sogni che ha se li é saputi tenere stretti. Daniel Mendoza é il mio artista Italiano in assoluto preferito. Lo é sempre stato. Fin dal tempo de Gli Inquilini. Anche prima che si instaurassero rapporti lavorativi. Poi é diventato il cliente zero del mio marchio. Il più fedele e il più storico. Di Daniel Mendoza potrei scrivere anche una biografia intimistica.

A ogni suo brano non fa riflettere solo i “suoi fan”. Si, Daniel. Anche se non ti piace … hai i fan! Ma anche me. Oggi é uscito “Leicester”, diretto da Virginia Pavoncello per Second Life Video. Credo sia uno dei suoi pezzi migliori. Uno di quelli che lo rappresentano meglio. Perché quel bambino … é lui. Lui ha quella dedizione, quell’amore, quella passione e quel coraggio. Daniel Mendoza é il supereroe. Non mi sento di dire più nulla. Perché in realtà di Daniel … dicono tanto i suoi pezzi e la sua attitudine.

Tag: